Cessione del TFS: tutta la verità

Se è vero che il nuovo decreto legislativo 4/2019 consente di richiedere un anticipo del Tfs fino a 45.000€ in breve tempo (fonte TFS Italprest), è anche vero che il resto della somma viene erogato a scaglioni accreditati ogni 12 mesi. Insomma, potrebbero passare anni prima che si possa ottenere ciò per cui si è faticosamente lavorato!

Per questa ragione molti istituti di credito propongono prestiti personali con cessione del Tfs, un modo rapido per avere quasi la totalità del proprio trattamento di fine servizio. Una misura importante per tutti i lavoratori e neopensionati del pubblico impiego, e che nella maggior parte dei casi presenta condizioni agevolate.

Il Trattamento di Fine Servizio, dunque, si configura quindi come una forma di finanziamento personale non finalizzato. Non occorre mostrare documentazione che attesti la destinazione d’uso del denaro richiesto: le uniche carte che ti verranno richieste sono, oltre ai documenti di identità, il cedolino della pensione (appena ti verrà consegnato il primo), un certificato Tfs in corso di validità e l’ultimo CUD. Tuttavia è utile precisare che molti istituti di credito richiedono come vincolo il fatto che i servizi o i beni acquistati siano strettamente legati al richiedente.

Il pensionato, con la cessione del Tfs, ha in un’unica soluzione fino al 95% del Tfs maturato, senza l’incombenza di dover ricordare il versamento delle rate. Questa modalità di prestito, infatti, prevede che sia l’ente pensionistico ad accreditare le rate all’istituto bancario, traendo la somma dal Tfs.

In generale questa soluzione prevede rate a tasso fisso, ma naturalmente ciascuna proposta è a sé. Gli importi dipendono, come si intuisce, dall’ammontare del Tfs, e quindi anche il numero delle rate. Tuttavia si può considerare un piano di rimborso certamente non inferiore ai 12 mesi, dal momento che in caso contrario le rate eccederebbero i limiti posti per legge.

L’iter è il medesimo presso la totalità delle banche, ma consigliamo sempre di investire un po’ di tempo nel farsi fare più di un preventivo. Potrebbero infatti variare le condizioni di Tan e Taeg, o esserci presso un istituto spese di apertura prestito che altrove invece sono assenti. Il miglior modo per tutelarsi è dunque comparare le proposte in base al Taeg, che ti dà l’idea dei costi globali defacto la cessione del Tfs.